VERSO LA PRIVATIZZAZIONE DELLA GESTIONE DEL SERVIZIO IDRICO

L’ultimo Consiglio Comunale di Arzano ha sancito l’avvio del percorso di messa in liquidazione della società Artianium che gestisce, ancora per poco, il servizio idrico. Come già denunciato la scelta è scellerata perché conduce all’esito opposto rispetto all’indirizzo dato dai cittadini con il Referendum, perché mette a rischio i lavorato e determinerà un aumento delle tariffe.

Eppure l’opposizione, compatta, aveva provato a fornire un’alternativa alla privatizzazione. Il Consigliere Cozzolino aveva messo ai voti una mozione d’ordine che, proprio a partire dal principio referendario della pubblicizzazione dell’acqua, indirizzava il Consiglio verso la Società di diritto Pubblico sul modello dell’ABC posta in essere dal Comune di Napoli. La mozione è votato da tutta l’opposizione mentre tutti i consiglieri di maggioranza, interpellati uno per volta davano il loro voto contrario assumendosi la responsabilità dell’ennesimo atto di non curanza della volontà popolare.

 

 

Cosa accadrà? L’amministrazione Fuschino è in buona compagnia. Sono molti i comuni che si vogliono sottrarre al dettame referendario e favorire i privati con escamotage amministrativi per arginare la legge. Il primo risultato sarà quello dell’applicazione dell’iva e del rincaro delle tariffe.

I cittadini e le opposizione devono fare di tutto per impedire questo epilogo. L’Acqua è e deve restare un bene pubblico.

 

Il volantino diffuso durante il consiglio comunale

Il volantino diffuso durante il consiglio comunale

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Il giro della Padania

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Il PRC cerca di bloccare lo sport di regime unendosi alle contestazioni di molti sindaci.

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Gomorrah 2 ad Arzano

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Da Repubblica.it del 19 luglio 2011:

<<Nella mattinata odierna, i finanzieri del Gico di Napoli e dello Scico di Roma hanno eseguito le perquisizioni nei comuni di Arzano (NA), Ottaviano (NA), Casandrino (NA), San Felice a Cancello (CE), Santa Maria a Vico (CE), Locorotondo (BA) e Tivoli (RM).

Le perquisizioni sono state eseguite nei confronti di 8 persone (6 italiane e 2 dell’Est Europa) e 4 società. Tra i principali soggetti perquisiti si segnalano le abitazioni dei fratelli Rea Giulio (detenuto in Spagna) e Michele (giunto in Spagna per dare aiuto al fratello arrestato) e Santolo.

Presso la “Confezione Rga S.r.l. Unipersonale”, rappresentata da Rea, ad Arzano è stato eseguito il sequestro di documentazione utile alle indagini e di circa 300 articoli (motoseghe, martelli pneumatici, cassette utensili, generatori elettrici e scuotitori meccanici) sprovvisti della dichiarazione e certificazione di conformità alla direttiva europea in materia di sicurezza dei prodotti.

Presso i medesimi locali e la sede legale, anch’essa di Arzano della suddetta società venivano altresì rinvenuti e sottoposti a sequestro circa 73.000 capi di abbigliamento per uomo (abiti completi, giacche, giacconi, cappotti e giubbini) e circa 89.000 accessori (bottoni, cerniere ed etichette recanti la scritta “Made in Italy), destinati alla commercializzazione in violazione della normativa nazionale sulla tutela del Made in Italy.

I capi di abbigliamento e i relativi accessori, per un valore complessivo di mercato di circa un milione di euro, recavano marchi italiani non noti e la stampigliatura Made in Italy sebbene fossero provenienti dalla Cina, come provato dalle etichette originali che riportavano, su due righe, la scritta “Made in China Italy Style”, in seguito modificate, con un abile artifizio, tagliando sul lato destro le parole “China” e “Style”; in tal modo facendo risultare la scritta “Made in Italy”.>>

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Le censure del TGR Campania

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Le censure del TGR Campania ed il cardinal prutusino ogni ‘mmenesta…come il papa d’altronde.

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Un’altra finanziaria

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Queste le proposte del PRC per abbattere le speculazioni finanziarie ed uscire dalla crisi economica in Italia.

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