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Arzano: Atti vandalici al Liceo Giordano Bruno

 Alla cittadinanza di Arzano

Un piccolo gruppo di delinquenti non ancora individuato ha aggredito ripetutamente la nostra scuola. Gli atti vandalici di queste ultime settimane godono probabilmente anche di qualche complicità interna alla scuola; in ogni caso il loro intento è chiaro: colpire frontalmente uno dei presidi di civiltà più significativi del nostro territorio. La nostra scuola, infatti, cosi come tutte le istituzioni scolastiche statali, non è soltanto un luogo di trasmissione del sapere ma è anche un argine al degrado morale e civile che caratterizza purtroppo le nostre zone. Non è dunque solo una comunità scolastica a vivere sotto attacco, ma è l’intera città di Arzano; e vittime di queste devastazioni non sono soltanto i nostri alunni, i nostri docenti e il nostro personale, ma tutti coloro che hanno a cuore una società realmente a misura di essere umano. Noi ci difendiamo come possiamo e le forze dell’ordine stanno svolgendo le loro indagini. Ma la risposta più forte che possiamo dare, e l’abbiamo già data nelle ultime occasioni, è di continuare a fare scuola pur nelle condizioni di grave disagio provocate dai danneggiamenti.  Ringrazio perciò pubblicamente gli alunni, che hanno dato prova di maturità, e i docenti che hanno voluto svolgere la loro funzione educativa mettendo da parte preoccupazioni, pur legittime, sulle condizioni ambientali. Vorrei poter ringraziare con analogo sentimento qualsiasi altro aiuto venga dalla città. Sottolineo in particolare come sia necessario che chi sa parli e che coloro che hanno dei sospetti diano una mano ad individuare i responsabili. Si tratta di attacchi ripetuti: non è possibile che non restino tracce, che nessuno ne sappia nulla. E accanto a questo aiuto attivo, che sollecito pubblicamente, è assolutamente decisivo che nella città si parli di questa vicenda nei giusti termini, e cioè col disprezzo più pieno verso gli autori di azioni così indegne.  Se il piccolo gruppo di delinquenti sentirà attorno a sé l’ostilità profonda e sincera dell’intera città, è possibile che l’aggressione si fermi. Ed è possibile anche che il muro di omertà ceda e che le cose ripiglino il loro normale andamento.

Il Dirigente Scolastico
prof. Salvatore Malinconico

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