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consigli per la lettura…

Questa rubrica si ispira ad un libro di Piergiorgio Odifreddi, La scienza espresso, e vuole essere un angolo dedicato alla lettura. Non solo i libri proposti da me, ma soprattutto quelli che segnalate attraverso i vostri post. Per postare un commento, clicca sull’immagine della recensione che ti interessa. Per aggiungere una recensione clicca sull’immagine “scrivi tu” sul fondo di questa pagina.

Consigliato da Anna Martire

fante_polvere.jpg“Chiedi alla polvere” di J.Fante
Ho sempre pensato, a torto, che John Fante fosse una sorta di corrispondente di guerra, e quando sentivo citare “Chiedi alla polvere” immaginavo trincee e campi di battaglia: mi sbagliavo.
Il romanzo, ambientato a Los Angeles nel periodo della Grande Depressione, fu scritto nel 1939 , quando la crisi economica era superata,e in Europa cominciava la II guerra mondiale.
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Consigliato da Pasquake Palladino

 

le sagrestie di cosa nostraVincenzo Ceruso - Le sagrestie di cosa nostra. Inchiesta su preti e mafiosi

Il titolo può trarre in inganno, suscitando pregiudizi di chi si sente offeso nella propria visione metafisica della vita, ma il libro non si concentra sui crimini ed omissioni in nome della fede. Vincenzo Ceruso racconta la mafia in Sicilia, le sue origini nei rapporti della polizia di fine ‘800, racconta di pentiti e finti pentiti, di religiosità dei mafiosi, delle regole rigide per molti, ma non per i capi, ad iniziare dal convivente Bernardo Provenzano, e parla dei loro crimini. Parla della superiorità informativa della Mafia sullo Stato, citando il capitano Ultimo, Sergio De Caprio, che ha catturato dopo 26 anni di latitanza Totò Riina. Parla della mafia dei giardini e di Tommaso Buscetta, don Masino, che dopo decenni da assassino e dopo la guerra tra mafiosi, decide di rompere l’omertà dopo aver incontrato in carcere il giudice Giovanni Falcone nel 1984. Parla del rituale dell’affiliazione, con sangue e santini da bruciare. Parla della capacità della mafia di saper attendere che lo Stato abbassi la guardia, parla di preti criminali, di preti conniventi e di preti che hanno pagato con la vita la loro opposizione alla mafia, come don Pino Puglisi ucciso per volontà dei fratelli Graviano. Parla di Salvatore Carnevale, sindacalista che si batteva per i diritti dei contadini ucciso dalla mafia nel 1955. Parla del rapporto tra mafia e politica, ovviamente di quella che governa e che poteva decidere di appalti, indipendentemente dal colore. Parla di un capo mafia come il dottor Gioacchino Pennino, per decenni collettore di voti per la Democrazia Cristiana in Sicilia, e del dottor Giuseppe Guttadauro, arrestato, impegnato per favorire elettoralmente l’UDC ed il presidente della Regione Salvatore Cuffaro. Parla del luogo comune della mafia buona di un tempo che non è mai esistito. Parla della storia recente d’Italia, ed è bene conoscerla.

Pasquale Palladino consiglia
copt13.jpgFatti e misfatti della tv di Stato raccontati da un protagonista. Tra censura e autocensura, ricerca della qualità e rincorsa dello share, giochi di potere e servizio pubblico. Di tutto, di più. Prefazione di Enzo Biagi.
280 pagine di cronaca e 120 pagine di appendice in cui sono riportati, tra l’altro, il testo della legge Gasparri e la proposta di legge Gentiloni. Loris Mazzetti, amico e collaboratore del giornalista Enzo Biagi, è un dirigente RAI, regista, giornalista ed autore, racconta le vicende e la metastasi politica all’interno della azienda sacrificata a divenire un tutt’uno con Mediaset, o meglio a soccombere ad essa, più che attraverso trasmissioni orribili dai grandi insuccessi di ascolto, nella mancata raccolta pubblicitaria.
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Pasquale Palladino consiglia
Vi presento Italiopoli di Oliviero Beha, uno dei giornalisti epurati in silenzio dalla RAI, TV e RAdio, e richiamato solo in caso si debbano commentare scandali, sperperi e omicidi di stato.
Di cosa parla il libro? Rappresenta uno sfogo documentato sugli scandali noti ed ignoti al grande pubblico di Italia, sul giornalismo asservito ai poteri, sulle mafie, sulle corruzioni e sullo sfacelo della società italiana.
Il tutto scritto con linguaggio forbito e stile peculiare.

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Anna Martire consiglia
Malattia e guarigione tra Hesse e Bernhard
Herman Hesse è stato uno scrittore molto letto e amato negli anni ‘60 dalla generazione hippy e in seguito da quella dei “ post sessantottini” affascinati dalla visione di una esistenza solitaria, alla ricerca continua della perfezione attraverso itinerari interiori. Thomas Bernhard è invece un autore dal temperamento nevrotico, che traduce in una narrazione dai toni disperati e ossessivi. Ho riletto il primo a distanza di anni, il secondo l’ho “incontrato” di recente: in entrambi vi ho scoperto lo sconsolato tentativo dell’uomo di ogni tempo di afferrare la realtà .

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Anna Martire consiglia
L’odio per i partigiani“L’odio per i partigiani”, Valerio Romitelli
Questo libro l’ho comprato attratta non tanto dall’argomento , quanto per conoscere l’autore di cui ho cercato invano “Quando si è fatto politica in Italia” .Infatti non trovavo “l’odio per i partigiani” un tema così forte da approfondire. Casomai mi stupivo del fatto che molte persone, di fatto, sentono ancora forte l’eredità di quel periodo della nostra storia ( forse solo “usata” o “strumentalizzata”); solo per citare alcuni esempi…

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La scienza espresso, Piergiorgio Odifreddi.

SE Una guida ironica, sagace, imprevedibile alla formazione di una biblioteca scientifica, una bussola per comprendere l’incessante e rapida evoluzione dei nostri saperi.
Matematico di calibro internazionale e intelligente divulgatore scientifico, Piergiorgio Odifreddi con l’impertinenza e il rigore che caratterizza il suo sguardo trasversale sul mondo raccoglie in questo volume cento recensioni, apparse per lo piú su “l’Espresso”.

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Marx, ovvero lo spirito del mondo, Jacques Attali.

MarxUna lettura piacevole, che mi ha portato in giro per l’Europa e che soprattutto racconta senza mai stancare, la storia del movimento comunista e la vita di uno dei suoi più grandi interpreti, Karl Marx. L’autore del libro non è assolutamente un marxista eppure non può far altro che raccontare con ammirrazione alla tenacia dell’filosofo, all’amore che ha per la rivoluzione e la scienza, ai legami che lo stringono ai suoi compagni, agli esili forzati, la conflittualità che lo lega indissolubilmente alla famiglia e in modo particolare con il padre, ebreo costretto a rinunciare all’ebraismo per poter esercitare la professione di avvocato. Con questo libro si può imparare tanto di Marx senza preoccuparsi di essere ortodossi o meno. Solo nell’ultimo capitolo l’autore accenna ad una rilettura del filosofo e del capo rivoluzionario, una lettura opinabile e fedele ad una riscoperta liberale di Marx, ma appunto Attali è un liberale e la grandezza di Marx sta nella sua universalità . E poi …c’è l’odore del libro a fare il resto!

 

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